Pediculosi: prevenzione e cura

pubblicato 17 feb 2019, 22:23 da valentina fabretto   [ aggiornato in data 17 feb 2019, 22:24 ]
Premessa

La pediculosi è un'infestazione del cuoio capelluto, causata da piccoli parassiti (lunghi 1-4 mm) che
depongono uova chiamate lendini.
Le uova sono molto adese alla radice dei capelli e si schiudono dopo circa una settimana dalla deposizione dando luogo alla ninfa.
Dopo la schiusa la lendine comunque rimane adesa al capello.
Il pidocchio si nutre di sangue ed ha bisogno di una temperatura costante di 35-36°C, per cui sopravvive pochissimo nell'ambiente, in genere meno di 24 ore, e le sue uova non riescono a schiudersi se si trovano ad una temperatura inferiore a quella cutanea.
Alle nostre latitudini il parassita non svolge alcuna funzione di vettore di microrganismi patogeni e l'unico sintomo che può determinare è il prurito, dovuto ad una reazione locale alla saliva dell'insetto.
La pediculosi non è un problema di sanità pubblica ma spesso è causa di allarme sociale che induce a
reazioni non corrette, inappropriate o non efficaci.

Prevenzione
E' difficile prevenire completamente le infestazioni del Pediculus Capitis.
I bambini hanno numerose possibilità di aver contatti diretti e prolungati ed è frequente lo scambio d'oggetti personali (pettini/spazzole, berretti, sciarpe, asciugamani, ecc.).Pertanto si consiglia vivamente ai genitori di raccomandare ai propri figli adeguati comportamenti da tenere in comunità, tenuto conto anche delle sempre più frequenti occasioni di socializzazione extra scolastica (sport, lingue straniere, musica, ricreatori, oratori, centri estivi, ecc.).
Misure di prevenzione in ambito famigliare L'unica azione preventiva che può tutelare maggiormente il
bimbo dall'infestazione da pidocchi è rappresentata solo da un controllo del capo attivo e costante da parte dei famigliari e/o conviventi.I genitori pertanto sono invitati ad effettuare tale controllo, ispezionando, almeno con cadenza settimanale i capelli dei propri figli.
E' assolutamente scorretto usare a fini preventivi i prodotti utilizzati nel trattamento per l'eliminazione dei pidocchi. Infatti si tratta di una pratica inutile e dannosa (i prodotti non sono privi di tossicità).
Qualora la diagnosi di pediculosi sia confermata, è necessario che anche gli altri componenti della famiglia siano controllati e trattati se positivi.
E' necessario che gli oggetti personali siano trattati nel seguente modo:
- spazzole e pettini: lavare in acqua calda ad almeno 55-60°C
- biancheria: lavaggio a caldo (55-60°C) in lavatrice

Misure di prevenzione in ambito scolastico e nelle collettività in genere
Il controllo dei capelli a domanda in ambito scolastico, da parte di personale sanitario, non ha dimostrato di ridurre l'incidenza della ectoparassitosi.
Questi interventi entrati nella prassi consuetudinaria, non sono raccomandati e quindi non saranno più
effettuati poiché di non comprovata efficacia.
Infatti, le evidenze sul campo non giustificano una procedura di screening in quanto la scuola rappresenta solo uno dei luoghi dove può avvenire il contagio.
L'educazione dei genitori riguardo al riconoscimento ed al trattamento della pediculosi è quindi
assolutamente indispensabile.
I genitori devono essere invitati a controllare regolarmente i capelli dei figli anche se asintomatici ed in
assenza di casi nelle comunità frequentate.

Frequenza scolastica
Il bambino può tornare a scuola dopo l'avvio di idoneo trattamento disinfestante.
Non è previsto di norma il certificato di riammissione scolastica (Legge Regionale n° 21 d.d. 18/8/2005).

Trattamento
In commercio esistono numerosi prodotti.
Il prodotto di prima scelta è rappresentato dalla permetrina 1% disponibile in forma di crema che va
applicata dopo lo shampoo e risciacquata dopo 10 minuti.
Bisogna ripetere sempre una seconda applicazione dopo 8-10 giorni dalla prima, per evitare che le uova sopravvisute al trattamento possano schiudersi e dare origine ad un nuovo ciclo di infestazione.
E' stata segnalata resistenza alla permetrina.
Un trattamento di seconda scelta è il malathion 0,5%. Si tratta di un insetticida organo fosforico disponibile sotto forma di lozione o gel.
L'applicazione deve essere protratta per il tempo previsto sul foglietto illustrativo (di solito 10 minuti).
Dopo il trattamento effettuare un risciacquo con acqua ed aceto (100 gr. in un litro di acqua calda)
applicando poi, per 15-30 minuti, un asciugamano bagnato con la stessa soluzione. L'aceto grazie al ph acido discioglie la sostanza adesiva che fissa le lendini al capello.
Le lendini, come già anticipato, vanno tolte sfilandole dai capelli con le dita, una per una come perle dal filo.
Le lendini sono molto adese al capello (utile distinzione dalla forfora che invece cade facilmente via dai capelli) quindi bisogna esercitare un certo sforzo.
In presenza di lesioni da grattamento del cuoio capelluto si consiglia l'uso di shampoo contenente
permetrina all'1% o piretrine naturali.

Cause di fallimento
Il trattamento può fallire essenzialmente per tre ragioni:
1. uso improprio o incompleto del prodotto: mancata ripetizione del trattamento dopo 8-10 giorni, uso
di una quantità insufficiente a determinare un contatto con l'intero cuoio capelluto e/o con i capelli
in tutta la loro estensione
2. resistenza ai prodotti
3. mancata asportazione di tutte le lendini
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valentina fabretto,
17 feb 2019, 22:23
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